Club Car Carryall
La gamma Club Car che non porta persone: porta cose. Cinque modelli, dal compatto 100 al 700 a grande volume, con un assetto rinforzato dedicato ai terreni difficili. Qui non si sceglie per numero di posti, si sceglie per portata, volume del cassone e fondo su cui deve lavorare.
- Carryall 100
- Carryall 300
- Carryall 500
- Carryall 550
- Carryall 700
Su un mezzo da lavoro la domanda giusta non è quanto carica, ma quante volte al giorno
Chi ci chiama per un Carryall parte quasi sempre dalla portata massima. È un dato che serve, ma da solo porta a sovradimensionare o a sottodimensionare, e le due cose costano entrambe.
La portata dichiarata è un limite, non una misura di come si lavora. Un mezzo caricato all’ottanta per cento del massimo, venti volte al giorno, lavora in modo molto diverso da uno caricato al limite due volte al giorno. Nel primo caso sono le partenze da fermo e le frenate a consumare, e serve un modello con margine; nel secondo conta la portata pura e il margine è meno importante.
Il secondo dato che chiediamo è il volume, non il peso. La maggior parte del materiale che si sposta in una struttura ricettiva o agricola è voluminosa e leggera: sfalci, cartoni, teli, casse vuote, arredi da esterno. Con quel tipo di carico si esaurisce il cassone molto prima della portata, e il modello giusto è quello con il piano più grande, non quello con il motore più forte.
Il terzo è il fondo. Su cemento, asfalto e autobloccanti qualsiasi Carryall lavora bene. Su sterrato battuto con solchi, prati irrigati, ghiaia grossa o pendenze sostenute cambia tutto, e lì il modello rinforzato non è un optional: è la differenza fra un mezzo che dura e un mezzo che entra in officina ogni stagione.
I cinque Carryall, e il lavoro per cui ognuno è nato

Il più compatto, per gli spazi dove gli altri non passano
Due posti, ingombro minimo, cassone piccolo. È il modello che si sceglie quando il vincolo non è il carico ma la larghezza del passaggio: corridoi fra le piazzole di un campeggio, vialetti fra le camere, corsie interne di un capannone, passaggi fra le serre.
Porta gli attrezzi di chi fa manutenzione leggera e piccoli trasporti, si gira in spazi dove un mezzo più grande deve fare manovra tre volte, e consuma poco. Il limite è chiaro: se il materiale è voluminoso, il cassone finisce subito e chi lo guida comincia a fare due giri invece di uno. A quel punto il risparmio iniziale è finito.

Lo stesso mezzo con un cassone che serve davvero
Rispetto al 100 cresce il piano di carico, restando su una macchina agile con raggio di sterzata contenuto. Nella pratica è il modello di ingresso vero per una struttura che fa manutenzione e logistica interna tutti i giorni: il cassone regge un carico di lavoro reale senza obbligare a moltiplicare i viaggi.
Lo consigliamo a campeggi, parchi, agriturismi e strutture ricettive di dimensione media, dove il mezzo gira dalla mattina e trasporta attrezzi, materiali per la manutenzione del verde e forniture per i reparti. È il punto in cui il rapporto fra quello che spendi e quello che il mezzo ti restituisce è più equilibrato.

Quando il carico diventa pesante o ingombrante
Cassone più spazioso e portata maggiore rispetto ai due modelli precedenti, mantenendo una guida semplice e un ingombro ancora gestibile. È il Carryall che sceglie chi sposta materiale vero: sacchi, attrezzature, arredi da esterno, materiale di cantiere leggero.
Lo troviamo soprattutto in aziende agricole con terreni estesi, parchi, impianti produttivi e resort grandi, dove il mezzo copre distanze reali con il carico a bordo. È anche il modello che consigliamo quando il veicolo deve servire più reparti: un cassone che avanza spazio evita le discussioni su chi lo usa e quando.

Assetto rinforzato, per i fondi che rovinano gli altri mezzi
Assetto rinforzato e maggiore altezza da terra: è il Carryall nato per lavorare dove il fondo non è regolare. Su sterrato con solchi, ghiaia grossa, prati cedevoli e percorsi in pendenza guadagna stabilità e tenuta, e soprattutto non scarica quelle sollecitazioni sul telaio e sulla meccanica come farebbe un modello standard.
Va detto subito il rovescio della medaglia, perché quasi nessuno lo dice: il 550 porta 230 kg contro i 363 kg del 500. Gli pneumatici più alti e la maggiore luce da terra si pagano in carico utile. Non è il Carryall più robusto del listino, è quello che affronta meglio il fondo. Lo consigliamo ad aziende agricole, vivai, parchi naturali e strutture turistiche con percorsi di servizio non asfaltati, dove quel carico basta.
Una precisazione utile: se il tuo percorso è tutto in autobloccanti o cemento, il 550 è una spesa che non ti restituisce nulla. L’assetto rinforzato si paga e serve solo dove c’è un fondo che lo giustifica. Chiediamo sempre di vedere il percorso prima di proporlo.

Il grande volume, per la logistica interna su scala
Il modello più grande della gamma: cassone ampio e struttura rinforzata per movimentare volumi importanti di merce, attrezzature o rifiuti verdi. Nonostante le dimensioni resta un mezzo semplice da guidare, ma lo spazio di manovra che chiede è un fattore da verificare prima dell’ordine, non dopo.
È il Carryall dei grandi villaggi turistici, dei resort estesi, delle aziende agricole con produzione vera e degli impianti industriali dove la movimentazione interna è un processo quotidiano e non un’attività occasionale. Quando il conto dei viaggi con un mezzo più piccolo comincia a somigliare a un lavoro a tempo pieno, il 700 si ripaga sul costo del personale prima che su quello del carburante.
Quale Carryall per quale situazione
Questa tabella copre la maggior parte dei casi che ci arrivano. Il resto della pagina serve per quando la risposta non è ovvia.
| Situazione | Modello | Motivo |
|---|---|---|
| Passaggi stretti, carichi piccoli | Carryall 100 | Ingombro minimo, si gira dove gli altri fanno manovra |
| Manutenzione quotidiana in struttura media | Carryall 300 | Cassone che regge un carico di lavoro reale, mezzo ancora agile |
| Materiale pesante o ingombrante su fondo regolare | Carryall 500 | Portata e volume, senza diventare ingombrante |
| Sterrato, ghiaia grossa, prati, pendenze | Carryall 550 | Assetto rinforzato e altezza da terra maggiore |
| Movimentazione interna su grande scala | Carryall 700 | Il volume massimo della gamma |
| Serve portare persone, non merce | Nessun Carryall | Guarda Onward, Tempo 2+2 o le navette Transporter e Villager |
| Il percorso include strada pubblica | Nessun Carryall | Serve un mezzo nato omologato in L6e o L7e |
Quando serve una navetta invece di un mezzo da carico
Club Car ha due famiglie pensate per muovere gruppi di persone in aree private: Transporter, a quattro o sei posti, con cassone posteriore e ultima fila ribaltabile, costruito per resistere al servizio continuo; e Villager, a sei o otto posti, con telaio in alluminio anticorrosione e sospensioni morbide, la scelta quando il mezzo fa da navetta vera fra parcheggio, reception e camere.
Qualche numero dalle schede ufficiali, perché su questi mezzi l’ingombro è il primo vincolo. Il Transporter 4 misura 356 cm di lunghezza per 127 di larghezza e 180 di altezza, interasse 252 cm, raggio di sterzata 450 cm, peso a vuoto 685 kg, con caricabatteria Delta-Q a bordo di serie. Il Transporter 6 resta più corto, 315 cm per 120 di larghezza, interasse 250 cm, stesso raggio di sterzata e 502 kg a vuoto. Il Villager 8 resta il mezzo da guardare quando sei posti non bastano: nessun altro modello della gamma arriva a otto, e le sue misure te le diamo sulla configurazione richiesta.
Su entrambe le famiglie i sedili posteriori si ribaltano e diventano pianale per bagagli, quindi coprono anche il trasferimento valigie senza un secondo veicolo.
Le quattro cose che verifichiamo in sopralluogo su un mezzo da lavoro
Sul Carryall la scelta del modello è la parte facile. Quello che manda fuori strada un acquisto sta tutto intorno al mezzo, e si scopre dopo la consegna se nessuno lo ha guardato prima.
Il punto più stretto del percorso
Non la media, il punto peggiore. Un cancello, una rampa, una curva fra due muri o una porta di magazzino decidono la dimensione massima del mezzo, e sono misure che si prendono in cinque minuti. Un Carryall 700 che non passa dal cancello del deposito diventa un problema quotidiano per anni.
Dove e come si ricarica
Serve una presa adeguata in un punto dove il mezzo possa stare fermo per le ore necessarie, al coperto e fuori dal passaggio. Se il punto corrente è lontano da dove il veicolo finisce la giornata, la ricarica diventa un’incombenza che prima o poi qualcuno salta, e il pacco batterie lo paga.
Quanti cicli fa una giornata di punta
Il numero di partenze da fermo con il carico a bordo è il dato che dice se serve il litio e se un mezzo basta. Una giornata con venti tragitti brevi e venti soste chiede molto più di tre giri lunghi, e si dimensiona in modo diverso.
Chi lo laverà e come
Il getto diretto su contatti, connettori e centralina è la prima causa dei guasti elettrici che entrano nella nostra officina. Su un mezzo da lavoro, che si sporca davvero, il rischio è più alto che su una golf car. Si risolve in due minuti alla consegna, spiegando dove non puntare l’idropulitrice.
Il sopralluogo lo facciamo prima del preventivo. Non è una formalità commerciale: è il passaggio in cui si decide se stiamo proponendo il mezzo giusto o solo un mezzo.
Su un mezzo da lavoro il litio cambia le regole più che su una golf car
La differenza fra piombo e litio è la stessa su tutti i veicoli elettrici, ma il peso di quella differenza dipende da quanto il mezzo lavora. È un Carryall, per definizione, lavora.
Le batterie al piombo funzionano bene se qualcuno se ne occupa davvero: rabbocco dell’acqua distillata, ricarica completa dopo ogni uso, morsetti puliti e asciutti. Su un veicolo che finisce il turno alle sei e ne comincia un altro alle sette del mattino, quella procedura è difficile da rispettare, e la ricarica parziale ripetuta accorcia la vita del pacco in modo sensibile.
Il litio non chiede manutenzione, accetta le ricariche parziali senza penalizzazioni e permette di attaccare il mezzo alla corrente in ogni pausa disponibile. Su un Carryall che lavora molte ore al giorno, il conto si chiude a favore del litio prima della prima sostituzione del pacco al piombo, non dopo.
Il ragionamento utile non è quale costa meno all’ordine, ma chi farà la manutenzione delle batterie fra otto mesi, e quante ore al giorno il mezzo starebbe fermo ad aspettare una ricarica completa.

Fermo macchina: la voce che decide se è stato un buon acquisto
Su un mezzo da lavoro il costo che conta non è il prezzo d’acquisto e non è l’energia: è il giorno in cui il veicolo non c’è. Se il Carryall che fa il giro dei reparti resta fermo una settimana in attesa di un componente, quel lavoro lo fa qualcuno a mano, e quella settimana costa più di quanto si sia risparmiato scegliendo un marchio con ricambi difficili.
Club Car ha la migliore disponibilità di ricambi sul mercato italiano, e sulla gamma Carryall questo pesa più che altrove proprio perché il mezzo lavora tutti i giorni e i componenti si consumano. Noi teniamo a magazzino quelli che si sostituiscono davvero e facciamo diagnosi, manutenzione programmata e riparazione nella nostra officina di Montemurlo, in provincia di Prato.
Consigliamo la manutenzione programmata su questi mezzi più che su una golf car da trasporto persone. Un Carryall accumula ore e cicli di carico molto più in fretta, e i controlli fatti prima costano una frazione di quelli fatti dopo. Interveniamo anche su Carryall acquistate altrove e su mezzi di altre marche.

Allestimenti che sul lavoro si ripagano
Sul Carryall gli accessori non sono un tema estetico: o riducono il tempo di un’operazione ripetuta ogni giorno, oppure non servono.
Sul carico
- Cassone ribaltabile: se lo scarico avviene più volte al giorno, il tempo che recupera è la voce più redditizia del preventivo.
- Sponde alte o rete di contenimento, quando il materiale è leggero e voluminoso e tende a uscire in curva.
- Divisori interni, per non far viaggiare insieme attrezzi e materiale pulito.
- Rivestimento del piano di carico, se il materiale è abrasivo o bagnato.
Su chi guida
- Parabrezza e tettuccio: su un mezzo che lavora anche in inverno cambiano la disponibilità reale del veicolo.
- Fari e luci di lavoro, quando il giro comincia prima dell’alba o finisce dopo il tramonto.
- Segnalatore acustico di retromarcia e lampeggiante, dove il mezzo si muove fra ospiti o in aree di manovra.
- Sedute lavabili, perché chi ci sale lo fa con gli indumenti da lavoro.
Sulla flotta
- Numerazione dei mezzi, banale e utilissima appena i veicoli diventano più di due.
- Colore e logo della struttura, quando il mezzo passa in aree viste dagli ospiti.
- Punti di ricarica dimensionati sul numero di veicoli, non su uno.
- Un piano di manutenzione unico, possibile proprio perché la gamma condivide i componenti.
Quasi tutto si decide in fase d’ordine, dove viene realizzato in fabbrica e costa meno. Gli interventi successivi li facciamo nella nostra officina, ma su un allestimento completo la differenza rispetto all’ordine iniziale è sensibile.
Scheda tecnica Club Car Carryall
Dati presi dalle schede tecniche ufficiali Club Car. Comune a tutta la gamma: impianto a 48 V, telaio in alluminio inossidabile, pendenza massima superabile 20 per cento e certificazione CE secondo la Direttiva Macchine 2006/42/CE, che significa uso esclusivo in spazi privati. Velocita, autonomia e potenza non compaiono sulle schede del costruttore: dipendono da allestimento, carico e fondo, e sono dati che ti diamo sul veicolo specifico dopo il sopralluogo.
| Dato | Carryall 100 | Carryall 300 | Carryall 500 | Carryall 550 | Carryall 700 |
|---|---|---|---|---|---|
| Posti a bordo | 2 | 2 | 2 | 2 | 2 |
| Portata cassone | 136 kg | 160 kg | 363 kg | 230 kg | 460 kg |
| Lunghezza | 260 cm | 280 cm | 300 cm | 300 cm | 350 cm |
| Larghezza | 120 cm | 128 cm | 128 cm | 128 cm | 128 cm |
| Altezza | 175 cm | 180 cm | 180 cm | 180 cm | 180 cm |
| Interasse | 165 cm | 166 cm | 200 cm | 200 cm | 252 cm |
| Raggio di sterzata | 350 cm | 450 cm | 450 cm | 450 cm | 600 cm |
| Peso a vuoto | 500 kg | 550 kg | 600 kg | 600 kg | 670 kg |
| Pneumatici | 20×10-8 | 205×155-5 tubeless | 20×10-10 | 22×10-10 | 20×10-10 |
| Batterie di serie | Piombo Trojan T-875, 6 x 8 V | Piombo Trojan T-875, 6 x 8 V | Piombo Trojan T-105, 8 x 6 V | Piombo Trojan T-105, 8 x 6 V | Piombo Trojan T-105, 8 x 6 V |
| Caricabatteria di serie | Esterno ERIC | Esterno ERIC | A bordo Delta-Q | A bordo Delta-Q | A bordo Delta-Q |
Il dato che ribalta la scelta fra 500 e 550
Guarda la riga della portata. Il Carryall 500 porta 363 kg, il 550 ne porta 230. Il modello rinforzato, quello che tutti chiedono pensando sia “il più robusto”, ha una portata più bassa del suo fratello su fondo regolare. Non è un errore della scheda: il 550 monta pneumatici più alti, 22×10-10 contro 20×10-10, e scambia carico utile con luce da terra e tenuta.
Quindi la scelta fra i due non è “quanto voglio spendere”, è una domanda secca: il problema è il peso o il fondo? Se devi portare 300 kg su un vialetto in autobloccanti, il 550 non ce la fa e il 500 si. Se devi portare 200 kg su uno sterrato con solchi, il 500 ci arriva male e il 550 ci lavora. Se hai bisogno di entrambe le cose, il modello da guardare è il 700, che porta 460 kg, ma che chiede 600 cm di raggio di sterzata e 350 cm di lunghezza: prima di ordinarlo si misurano il cancello e la rampa.
Perché il raggio di sterzata conta più della lunghezza
Fra il 100 e il 700 la lunghezza cresce di 90 cm, il raggio di sterzata di 250. È il raggio che decide se il mezzo gira in fondo al corridoio del magazzino o se deve fare avanti e indietro venti volte al giorno. Il 100 sta in 350 cm, dal 300 al 550 servono 450, il 700 ne chiede 600. Questa è la misura che andiamo a prendere in sopralluogo, non la lunghezza.
Un’ultima nota sul caricabatteria: dal 500 in su è di serie a bordo, sul 100 e sul 300 è esterno. Sui mezzi che stanno fuori tutto il giorno e rientrano in punti diversi, il caricabatteria a bordo cambia la routine di ricarica più di quanto sembri.
Le schede del costruttore indicano che specifiche, prestazioni e accessori sono indicativi e possono cambiare senza preavviso. Prima dell’ordine verifichiamo la corrispondenza sul veicolo effettivo: queste misure servono a scegliere, non fanno impegno contrattuale.
Domande frequenti su Club Car Carryall
Il Club Car Carryall è omologato per la strada?
No. Il Carryall è un veicolo per aree private e percorsi interni, in tutti e cinque i modelli. Se il tragitto quotidiano prevede anche solo un tratto di strada aperta al traffico, servono mezzi nati omologati in categoria L6e o L7e: l’omologazione è una caratteristica di progetto e non un accessorio da aggiungere dopo.
Che differenza c’è fra Carryall 500 e Carryall 550?
Il dato che sorprende quasi tutti: il 500 porta 363 kg, il 550 ne porta 230. Il 550 ha assetto rinforzato, pneumatici più alti e maggiore luce da terra, ed è costruito per lavorare su fondi non regolari, ma scambia carico utile con tenuta. Quindi la domanda non è quale sia il più robusto: è se il tuo problema sia il peso o il fondo. Se il percorso è asfaltato o in autobloccanti, il 550 è una spesa che non ti restituisce nulla.
Il cassone si può avere ribaltabile?
Si, ed è l’allestimento che consigliamo più spesso quando lo scarico avviene diverse volte al giorno. Su un mezzo che fa venti scarichi manuali in una giornata, il tempo che il ribaltabile recupera vale molto più del suo costo. Se invece il mezzo scarica una o due volte, è una voce su cui si può risparmiare.
Quanto carica un Carryall?
La portata cresce dal 100 al 700 e i dati esatti li diamo sul modello e sull’allestimento specifico, perché cambiano in base alla configurazione. Ma nella maggior parte dei casi reali il vincolo non è la portata: è il volume del cassone, perché il materiale che si sposta in una struttura è voluminoso e leggero. Per questo partiamo sempre da cosa devi caricare, non da quanto pesa.
Carryall o un piccolo furgone?
Dipende da dove si muove. Se il percorso è interno, con passaggi stretti, ospiti in giro e distanze brevi ripetute molte volte, il Carryall vince su costo di esercizio, manovrabilità e silenziosità. Se il mezzo deve anche uscire su strada e coprire chilometri veri, il furgone resta la scelta corretta e il Carryall non lo sostituisce.
Fate assistenza su Carryall comprate da altri?
Si. La nostra officina di Montemurlo interviene su Club Car acquistate altrove e su altre marche, per diagnosi, manutenzione programmata, riparazioni e sostituzione del pacco batterie. Su questi mezzi consigliamo la manutenzione programmata, perché accumulano ore e cicli molto più in fretta di una golf car da trasporto persone.
Esistono Carryall ricondizionate?
Si, e sono una scelta sensata quando serve un secondo mezzo per un lavoro specifico o quando il nuovo non rientra nell’investimento previsto. Le nostre non sono usate vendute così come sono: escono dall’officina ricondizionate e con il pacco batterie nuovo, con la sua garanzia.
Quanto tempo serve per riceverlo?
Dipende dal modello e da quanto si allestisce. Una configurazione standard disponibile si consegna in tempi brevi; un allestimento particolare segue i tempi di produzione. Su questi mezzi conviene muoversi con anticipo rispetto alla stagione in cui serviranno, perché le richieste si concentrano tutte nello stesso periodo. Chiedendo un preventivo ti diciamo la disponibilità reale.
Dicci cosa devi spostare, ti diciamo quale Carryall
Su questa gamma il preventivo si costruisce con quattro risposte: cosa carichi, quante volte al giorno, su che fondo e attraverso quale passaggio più stretto. Con quelle scegliamo modello, allestimento e batteria, e ti diamo tempi di consegna reali. Siamo a Montemurlo, in provincia di Prato, e lavoriamo su tutta la Toscana e il centro Italia.
